Il simbolo araldico del rione risale ad una leggenda cristiana.

Placido, capitano delle milizie sotto Traiano, nell'andare a caccia sui monti della Mentorella sopra Tivoli, s'imbattè in un cervo che fra le ramose corna portava il volto del Redentore.

Scosso dal miracolo, Placido si convertì e, battezzato, prese il nome di Eustachio. Qualche anno dopo, sotto il regno di Adriano, reo di essere cristiano e di non onorare gli dèi, fu esposto ai leoni insieme alla moglie ed ai figli ma gli animali, miracolosamente, non osarono toccarli, anzi, chinarono la testa e si allontanarono. Allora l'imperatore fece rinchiudere Eustachio e la famiglia in un toro di bronzo infuocato: morirono all'istante ma quando i cadaveri dei martiri furono estratti dall'orrendo strumento di morte erano intatti. La sua casa fu trasformata in luogo di culto ed originò più tardi la chiesa di S.Eustachio