Il Celio non è soltanto il nome del rione ma è anche uno dei mitici sette colli di Roma: gli altri sono il Campidoglio, il Viminale, il Palatino, l'Aventino, l'Esquilino ed il Quirinale. Il nome più antico del Celio sarebbe stato "Mons Querquetulanus" (cioè "monte delle querce"), mentre soltanto in seguito si sarebbe imposto il nome attuale, dovuto tradizionalmente a "Caele" ("Caelius") Vibenna, uno dei due fratelli di Vulci, con l'aiuto dei quali, secondo una tradizione etrusca, Servio Tullio, il sesto re di Roma, sarebbe riuscito ad occupare prima il Celio e poi Roma.

E’ l’unico rione di Roma che, nel bene e nel male si è “salvato” dalla ricostruzione urbanistica della Controriforma commissionata a Bernini e Borromini dai Papi, e nella fattispecie sono tre chiese, la Basilica di San Clemente, la Chiesa di San Giovanni e Paolo al Celio e la Basilica dei Santi Quattro Coronati.

Nel '500 la famiglia Mattei costruì, su questo Colle, la propria Villa, oggi nota come Villa Celimontana ed aperta al pubblico.
Dopo l'Unità d'Italia, arrivò rapidamente l'urbanizzazione della zona, che ebbe come fulcro il nuovo Ospedale Militare, terminato nel 1891 ed ancora oggi in attività.
Nel 1968 un piccolo complesso popolare situato nel Rione fu demolito, e sostituito, nel 2003, con un nuovo Parco.
Oggi il Celio è una tranquilla zona residenziale, che sa mantenere la propria quiete nonostante la vicinanza con importanti attrazioni turistiche come il Colosseo o San Giovanni in Laterano o zone di ampio scorrimento come Via dell'Amba Aradam e Via Labicana.
Da alcuni anni a questa parte, nel Rione Celio, più precisamente nella parte di Via San Giovanni in Laterano più vicina al Colosseo, sono sorti diversi locali gay che hanno fatto sì che quel breve tratto di strada sia detto, da molti, gay street.