Il rione di Roma più monumentale, in assoluto.

Il rione Pigna prende il nome dalla monumentale scultura Romana che qui fu rinvenuta (probabilmente faceva parte del complesso del tempio di Iside in Campo Marzio), spostata quindi nel Medioevo al centro del quadriportico della Basilica di San Pietro e quindi, nel 1608, nel Cortile della Pigna in Vaticano.

Fra il Pantheon e la chiesa del Gesù, tra quella di S. Maria sopra Minerva e quella di S. Ignazio, il rione Pigna raccoglie infatti una pletora di palazzi nobiliari e di chiese e monumenti insigni, tra i quali le abitazioni comuni, spesso anche queste di notevole interesse architettonico, appaiono come schiacciate. Le strade del rione assumono un aspetto di cunicolo e di forra, e a percorrerle si ha talvolta la sensazione di essere in mezzo a gole montane anguste e tortuose, con argini paurosamente a perpendicolo.

L’itinerario nel Rione Pigna inizia da Piazza Venezia, dominata dalle forme monumentali dell’Altare della Patria o Vittoriano, al tempo stesso sacrario militare, scrigno delle gesta risorgimentali d’Italia e luogo panoramico da cui osservare Roma dall’alto. Dall’Altare della Patria in pochi passi si arriva al colle del Campidoglio ed alla piazza michelangiolesca su cui si affaccia il Comune di Roma ed i Musei Capitolini; salendo una ripida scalinata si accede alla Basilica di Santa Maria in Aracoeli, dove è custodita una statua del Bambinello assai venerata dai Romani per le sue virtù miracolose.

Il Pantheon è uno dei monumenti romani più celebri del Rione Pigna per stato di conservazione, grandiosità e sapienza costruttiva, oltre che per la singolare tipologia che contamina la cella rotonda a cupola di tipo termale con il tradizione pronao a timpano. Il tempio primitivo, di cui si conservano tracce a due metri sotto il piano del portico, fu costruito nel 27 a.C. da Marco Vipsanio Agrippa, genero di Augusto, restaurato da Domiziano dopo l’incendio dell’80 e da Traiano