Il punto focale del Rione è Piazza del Popolo, facendo riferimento ad un boschetto di pioppi (in latino populus) che un tempo si estendeva in quest’area.

Il simbolo araldico del rione Campo Marzio è una mezzaluna in campo azzurro, forse tratto dall'immagine marziale di un cimitero ornato da falce di luna. Infatti Tito Livio racconta che il "campo dei Tarquini consacrato a Marte fu destinato agli esercizi militari e ginnici fin dalla fondazione di Roma". 

Durante il medioevo Campo Marzio cadde in rovina: le ville dei ricchi romani sul Pincio furono abbandonate, mentre gli edifici pubblici in pianura rimasero un tappeto di rovine.

Alla fine del 500 il Rione iniziò a ripopolarsi e ad espandersi nuovamente, acquisendo un carattere signorile.

La parte alta conserva ancora oggi un carattere bucolico: i giardini del Pincio, con oltre 200 busti di italiani famosi, da cui si gode di una delle viste più belle di Roma.

La parte a valle invece, è oggi sede delle vie dello shopping, con migliaia di negozi, bar e ristoranti: il famoso Caffè Greco di Via dei Condotti frequentato da Leopardi, D’Annunzio e Schopenhauer.

In passato, fuori della porta di Piazza del Popolo, venivano sepolti in fosse comuni tutti coloro che non avevano diritto ad avere tombe in Chiesa: prostitute, banditi e non cristiani.